Ma arriviamo al cuore del beneficio, il risparmio. Ecco un breve calcolo: immaginiamo un impianto che funzioni 24 ore al giorno, per 250 giorni all'anno. Per riscaldare un volume d'aria di 4.000 l/min fino a una temperatura in uscita T2 di 500°C, per ciascuna temperatura (T1) dell'aria in entrata sono necessarie potenze diverse.
T1 = 20°C –> 38.7 kW
T1 = 160°C –> 27.4 kW risparmio del 29.2 % rispetto a 20 °C
T1 = 350°C –> 12.1 kW risparmio del 68.7 % rispetto a 20 °C; risparmio del 55.8 % rispetto a 160 °C
Il risparmio energetico potenziale è il risultato diretto di queste differenze. Durante il funzionamento a ricircolo dell’aria, con una temperatura dell’aria immessa pari a 350°C, ne risulta un risparmio energetico pari a 159.600 kWh annui.
Consumo energetico annuale con T1 = 20°C > 232.200 kWh.
Consumo energetico annuale con T1 = 350°C > 72.600 kWh, risparmio = 159.600 kWh.
Ipotizzando un prezzo dell'energia di 0,12 €/kWh, grazie ai riscaldatori a doppia flangia del tipo DF-R il risparmio potenziale è pari a 19.152 € annui.
Le aziende italiane, soprattutto in un momento come questo, sono sempre più interessate a tecnologie di qualità che permettano di eseguire delle lavorazioni affidabili coniugate al risparmio energetico. Gli ambiti industriali dove può essere utilizzato il ricircolo d'aria sono molteplici , per esempio in tutti quei processi industriali a ciclo continuo in cui c'è bisogno di riscaldare forni e mantenere, all'interno di questi, una temperatura costante. Un'applicazione interessante in tal senso è ben descritta da Sapin, una dinamica realtà industriale del milanese attiva da quasi mezzo secolo nella produzione di tubazioni antincendio. L'applicazione di tecnologie Leister per recupero aria ha consentito risparmio costo energetico dei forni di trattamento termico (essiccazione e asciugatura) fino al 50% a detta dell'utilizzatore.